Con il termine pet therapy, o anche zooterapia, generalmente si intende una terapia “dolce”, basata sull’interazione uomo-animale, che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e stabilire tramite questo rapporto sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico, sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Dopo le ultime scoperte in campo medico legate all’utilizzo degli animali da compagnia, oggi si tende a raggruppare la pet therapy in due diverse tipologie di attività:

  • Animal-Assisted Activities (AAA), ossia le attività svolte con gli animali che hanno lo scopo di
    migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (ad esempio i ciechi);
  • Animal-Assisted Therapies, ossia le terapie assistite con gli animali (TAA) o uso terapeutico
    degli animali da compagnia (UTAC) che affiancano alle terapie tradizionali l’utilizzo di animali
    con specifiche caratteristiche e possono coinvolgere singoli individui o gruppi di persone.

Dopo alcuni tentativi di prevedere una normativa che disciplinasse queste attività di pet therapy, non si è ancora arrivati in Italia ad una normativa unitaria, ma solamente ad iniziative legislative regionali incentivate dall’accordo del 2003 della Conferenza Stato Regioni che all’articolo 9 prevede che le Regioni agevolino il mantenimento del contatto delle persone in cura, soprattutto anziani e bambini, con gli animali da compagnia di loro proprietà o quelli utilizzati nella pet therapy.

La Regione Friuli Venezia Giulia, seguendo queste indicazioni, il 12 aprile 2012 ha emanato la legge n. 8 “Norme in materia di terapie e attività assistite con gli animali (pet therapy)” nella quale definisce e promuove la terapia assistita con gli animali (TAA) e le attività svolte con gli animali (AAA) riconoscendone il valore terapeutico e riabilitativo (art. 1). Si prevede che tali attività siano praticate presso strutture sanitarie pubbliche e private, centri di riabilitazione, centri residenziali e semiresidenziali sanitari, case di riposo, centri diurni, scuole di ogni ordine e grado, istituti di detenzione, comunità di recupero, centri privati, fattorie didattiche e sociali, centri gestiti da cooperative sociali (art. 3).

Tutti questi centri devono essere certificati e abilitati da una Commissione regionale composta da esperti (medici veterinari, psicologi animali, professionisti della riabilitazione, addestratori, educatori ecc.), la quale definisce anche i criteri per la progettazione e la realizzazione dei programmi AAA e TAA e le procedure per la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori coinvolti.